SARDINIA JORNEY

Pelosa

Tra Natura, Buon Cibo e Tradizioni

CAGLIARI

Alla scoperta di una terra bellissima, un viaggio tra tradizione e modernità, preistoria e sabbie ineguagliabili, la Sardegna si è aperta a noi con l’accoglienza ed il calore di un’isola dalla storia millenaria, che nell’ospitalità al viaggiatore ed al turista ha la sua cifra.

Il nostro è stato un viaggio itinerante, per cogliere l’essenza di quel territorio, partendo dalla città più importante.

Cagliari non è una metropoli, ma è viva come se lo fosse. Ospitati in un B&B, ci siamo subito immersi nel suo splendido centro storico seguendo due direttrici: una che affonda le radici nella parte più antica (e affascinante) della città, passando dal Bastione di St. Remy ed inerpicandoci da via Lamarmora fino al Castello, passando per la Torre dell’Elefante; l’altra, un po’ più mondana e festaiola che si snoda da Piazza Garibaldi fino alla fine di corso Vittorio Emanuele II, passando per via Garibaldi, Piazza della Costituzione, Via Manno, Piazza Yenna.

Da visitare immancabilmente il mercato cittadino di San Benedetto, il mercato coperto più grande d’Europa, dove poter comprare e gustare i migliori prodotti del territorio.

Buona cena di pesce al Capitolo 2, ristorante di Corso Vittorio. Servizio veloce e gentile.

Piazza San Domenico

Cagliari

Golfo di Orosei

Veloce passaggio da Tortolì per dissetarci in un bar del centro e rendere più sopportabile lo scirocco e ci dirigiamo su Arbatax, un promontorio dove spiccano dalle acquee dei faraglioni di granito rosso. Roba più unica che rara.

Di passaggio ci fermiamo a So Garropu, un canyon percorribile a piedi con un dislivello di 700 metri di cui ne percorriamo solo una decina, decidendo di declinare l’impresa.

Tappa sulla costiera di Cala Gonone in un albergo (Hotel Pranos) posto fra la vegetazione a metà costa, disteso tutto su un piano. La sorpresa arriva l’indomani, quando, al risveglio, aprendo le tende della porta a vetri ai piedi del letto, ci troviamo difronte la vista incantevole dell’aurora, miglior preludio per una giornata promettente.

Un salto a Cala Luna (c’è chi dice la cala più bella d’Europa), bagno e ritorno in battello.

Cena a Ispinigoli, nei pressi della grotta con la stalagmite più alta d’Europa (qui ce l’hanno con l’Europa), con menù tradizionale sardo, di ottima qualità, con pecora ai ferri e dolci home made.

Cala luna
Alba Cala Gonone

Nuraghe Mannu

Olbia

L’indomani bagno a Budoni, spiaggia meravigliosa (a dir poco) di sabbia bianca e sottile del nord est, contornata da una folta pineta (che è una caratteristica della Sardegna dove molte spiagge hanno alle spalle una distesa di pini marittimi) e via verso Olbia.

Stanchi, ci riposiamo in albergo (Luna Lughente), una struttura appena fuori città senza particolari note, se non i panorami che si possono godere dalla piscina su Golfo Aranci e dalla terrazza sulla città.

La cena in un locale, apparentemente senza pretese, sul lungomare, pieno di clientela locale (abbiamo anche dovuto attendere un po’ prima di sederci), ma dove abbiamo gustato le migliori cozze alla marinara della nostra vita. Stupiti dal non trovare gente sulla passeggiata lungomare, abitudine degli olbiesi, scopriamo che è la festa del patrono locale, San Simplicio, con la gente riversata sulle vie adiacenti la Basilica, piene di bancarelle.

Costa Smeralda

Il giorno successivo velocissima visita di rito della costa smeralda, Porto Rotondo e Porto Cervo (visto di sfuggita il menù del ristorante Il Pescatore, dove un piatto arriva a costare 1.000 euro – mi immagino un pranzo completo!!), dopo uno sguardo veloce ad Arzachena, che è il comune a cui appartengono i due “porti” precedenti, ci dirigiamo su Tempio Pausania, splendido paesino del centro nord sardo, memorabile per le costruzioni del centro storico in granito grigio, molto elegante e curato.

Tempio Pausania
Tempio Pausania

Alghero

Un breve passaggio da Castelsardo, un borgo medievale arroccato su un promontorio, faticoso da raggiungere, ma incantevole nelle sue viuzze in saliscendi ed il castello omonimo sede dei Doria, attualmente Museo dell’Intreccio Mediterraneo, per poi dirigerci ad Alghero, in un’azienda agrituristica, poco fuori il centro abitato.

Alghero dà la sensazione di una cittadina viva, solare, con alte mura di cinta percorribili e pieni di locali ed un centro storico anch’esso pieno di vita, percorso da noi su un trenino per turisti, nel più classico dei modi. Degno di nota anche il lungomare, proprio lungo e con ampi parcheggi.

Cena a “La Lepanto” con pesce fresco.

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Oristano

Mattinata a Bosa, un paesino della costa nord occidentale, noto per il Castello dei Malaspina e per stare sulla foce del fiume Temo, l’unico navigabile della Sardegna, con le sue casette variopinte affacciate sulle sue rive. Pomeriggio ad Oristano, cittadina accogliente e pulita, patria della Vernaccia, vitigno tipico della zona. Una passeggiata tra le vie del centro storico, una birra fresca al tramonto in uno dei bar più frequentati (rigorosamente una Ichnusa non filtrata) e una cena raffinata da Sid, un ristorante gourmet a pochi passi dalla zona pedonale.

L’indomani, di ritorno verso Cagliari, un passaggio da Barumini, dove si può apprezzare il più grande sito nuragico della Sardegna, e Gesturi, una riserva su un altopiano dove vive libera una specie protetta di cavallini bianchi.

Arrivati a Cagliari sul tardo pomeriggio, sfiniti (ma contenti), non abbiamo la forza (né la voglia) di uscire dal B&B, cenando con un Poke, grazie a Glovo.

Il mattino seguente, sveglia alle 4.45, aeroporto e via verso casa.

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